PUBBLICAZIONI

Atti, convegno sulla danza popolare salentina

"Guarda come Balla"

trasformazioni ed innovazioni della pizzica salentina

(con presentazione del libro omonimo di Katya Azzarito)

Officine culturali, con il progetto di ricerca "VIAGGIO ATTRAVERSO LA MUSICA POPOLARE", tenta di fare chiarezza nell'enorme confusione che si è venuta a generare nel mondo della musica popolare salentina, per dare l’opportunità alle nuove generazioni di avere un quadro chiaro. Perlomeno se seguono questa moda, come è stata definita da molti studiosi, che lo facessero con la consapevolezza di ciò che stanno facendo. Questo "Incontro" è dedicato alla danza popolare...

Scarica gli interventi

Atti, convegno sul tamburello 2017

LU TAMBURRIEDDHU MEU

Storia e confusione

Il tamburello, simbolo per antonomasia della cultura popolare salentina, è probabilmente uno degli strumenti più antichi tra quelli attualmente in uso nella musica popolare, ed è diffuso in tutto il Mediterraneo meridionale, nonché in paesi che abbiano subito colonizzazioni da parte di civiltà mediterranee.  Abbandonato dal secondo dopoguerra, torna alla ribalta con la riscoperta della musica popolare salentina, fino ad una vera e propria esplosione nel nuovo millennio, esplosione, che inevitabilmente ha generato caos. Dove ci porterà questo caos?

SCARICA GLI INTERVENTI

Atti, convegno sul tamburello 2018

LU TAMBURRIEDDHU MEU 

una battaglia per il futuro

Se stiamo invece alle fonti del ‘900, e in particolare alle registrazioni storiche, vediamo che, sempre per quanto riguarda i tamburelli, le tecniche per suonarli erano tutte differenti tra loro, e non solo, sono tutte a loro volta differenti alla “vulgata” del tamburello, cioè quel terzinato che scandisce il ritmo uniforme, con pochissime variazioni, il modo in cui oggi suonano tutti; bello per carità, accompagna bene il ballo, non è questo il punto, ma prima c’era una diversità e una ricchezza, anche tra paese e paese, nella tecnica tradizionale che oggi abbiamo completamente perso... (Vincenzo Santoro)

Con la mia ricerca, dal Gargano al Capo di Leuca, mi si è aperto un mondo, ho trovato tantissimi modelli di tamburo, tantissimi modi di suonare, sempre ovviamente connessi al ballo, tantissimi modi di fare i piattini tantissime dimensioni caratteristiche correlate al modo di suonare. Per esempio nel Gargano ho trovato un modello che non ha l’impugnatura, quella fessura laterale per poterlo impugnare, perché il modo si suonare di quella zona richiede quella caratteristica. Invece a partire dall’Alta Murgia, cominciando da Matera, che è in Basilicata ma culturalmente vicina alla Puglia, dove si usavano tamburi molto grandi (con diametri superiori ai 40 cm) con piattini molto grandi, (oggi, però,si sono diffusi i tamburi dell’entroterra Lucano) , fino al capo di Leuca non ho mai trovato tamburi senza l’impugnatura a fessura... (Giovanni Amati)

A BREVE GLI INTERVENTI DA SCARICARE